Una
importantissima fonte per conoscere la storia dei canali
reggiani, ma anche dell’ intera città,
è Giovanni Andrea Banzoli, il sacerdote reggiano
che nel 1720 portò a termine l'Atlante storico
del ducato di Reggio per la Comuna Piccola o Gallana,
la comunità dei sacerdoti del duomo a cui apparteneva.
Sua intenzione era quella di fare da guida al lettore
in un viaggio di conoscenza attraverso il ducato al
fine di mostrarne il quadro idrografico, in particolare
il percorso fuori e dentro le mura cittadine del Canale
di Secchia, detto anche Canale Grande o Maestro, le
opere idrauliche che lo imbrigliavano e ne consentivano
l'uso, i mulini che funzionavano grazie alle sue acque.
Così inizia il suo lavoro: ''Per rettamente
poscia mostrarti, o lettore, con più chiarezza
l'ingresso di detto Canale in città formai con
diligenza l'origine dell'istesso di dove conoscerai
benissimo il suo andamento, e questo lo vedrai per prospetto,
mostrando tutti i luoghi, villaggi per li quali transita,
e sopra a quali e sotto a quali fiumi passi di presente".
Vedrai o lettore tutte le fabriche, brigne, ponti et
edificii, che la nostra comunità mantiene per
questo, e quanti molini macinano col beneficio delle
acque di detto Canale''.
Mappe
Banzoli-con descrizione dello stesso Banzoli
A
Figura prima: Disegno della città di Reggio in
Lombardia con un suo sistema come di presente si trova,
la sua descrizione e conoscimento di tutte le chiese,
cappelle, oratori, monasteri, conventi, luoghi pii,
palazzi e residenze, piazze e strade, case ed edifici
della Communo Gallano della cattedrale.
Alcune osservazioni
della città o Stato di Reggio scelte da vari
cronisti,che di Reggio hanno scritto,ridotte a questa
forma,come qui seguente. Questa città di Reggio
è posta nella regione d’Italia chiamata
da alcuni Galia Togata, da altri Lombardia e da altri
ancora con diversi nomi, non spiegherò la ragione
di cosi tanti nomi per non essere lungo e noioso, essendo
chiara per gli storici essa cioè Reggio è
posta alla sinistra del Crostolo che scende dall’Appenino
e sbocca nella fossa Terassi.
Questa città di Stradone, poi di Cornelio Tacito
e detta come Regium Lepidi, e cosi la chiamò
Cicerone nel duodecimo delle famigliare nella quinta
Epistola. L’arcivescovo da Fiorenza ne parla nell’Itinerario.
Varie sono le ipotesi su chi ha edificato Reggio, alcuni
come Biondo, vogliono,che il suo fondatore fosse M.Lepido,
che divise la monarchia dei romani, altri come Breno
re dei Galli, confermavano la loro opinione col nome
di una porta della città detta Brenna, ed altri
ancora dicono che è stata più volte rovinata
e ricostruita da barbari, ed quattro volte bruciato
l’armario degli annali. Ma confermandomi con l’opinione
di molti scrittori non dubiterò di affermare
la prima e vera origine avuta dai Toscani, i quali prima
abitarono nei monti dell’Appennino, di poi edificarono
Adria, dalla quale colonia fu dominato l’Adriatico,
e col passare di un lungo tempo discesero in questa
regione, edificandoci molte città, fra le quali
fu stata anche Reggio anche se gli storici non ne parlano
di questa cosa. Si dice che Reggio e una delle dodici
colonie principali che passarono il cosiddetto Appennino,
venendo da Toscana per aggrandirsi come città
e per viverci meglio, essendo i loro eserciti di gran
numero. Da qual tempo sino alla restaurazione di M.Lepido,
che in quel tempo teneva il principato di Roma, che
vedendola cosi distrutta, e che a causa di tante guerre
fatte dai barbari essa era come disabitata e la riturò,
e vi ci portò abitatori, non si trova d’essa
città alcun mentione, che ciò fu l’anno
circa del mondo tremilanovecento,e cosi dopo molto tempo
fu chiamata Emilia, città che prnde nome da Marco
Emilio Lepido, ed per maggior intelligenza, che fossero
i toscani i fondatori della città di Reggio.
Questa città è molto civile e nobile,
piena di popolo,e ha un territorio molto abbondante
di tutto ciò, che e necessario al vivere, con
cline ed aria sana, Reggio ha avuto diverse signorie,
si è governata da se stessa a repubblica, è
stata sotto la chiesa, di poi sotto Nicolò da
Este marchese di Ferrara, poi di nuovo sotto la chiesa
al tempo di Giulio secondo, Leone decimo, Adriano sesto,
sotto ai Gonzaga, e dai Estensi.
Sono stati anche sotto gli uomini ecclesiastici, famosi,
per la loro scienza e i loro costumi di vita santissima…vi
cito alcuni nomi di questi ecclesiastici: S.Massimo
reggian, S.Prospero suo vescovo, la Beata Giovanna della
famiglia dei Scodelli, chiara per la santità
della vita ed per molti miracoli che ha fatto; nella
medema fiori Arnaldo uomo dell’alta dottrina che
compose un libro di settantadue questioni, uno delle
febbri; Gabriele Malaguci riputato un medico di grande
dote compose nella fisica cose bellissime, compose un
libro chiamato la Pratica.
Guido dé Bagnoli, fu un medico del re di Cipro,
nel suo testamento istitui Venerio suo figlio erede,
ma comandò prima fosse tolto dai suoi beni.
Non vi mancano in teologia uomini consumatissimi, come
fu Giovanni Marchesino padre di San Francesco, che scrisse
il Marmorotto.
Qui pongo fine al descrivere tutte le altre antichità,
di trasmutazione di tempi in chiese, di traversie, barbarie,
guerre, distruzioni, rifacimenti, di altre case nobilissime,
di uomini segnalatissimi in lettere, in armi, in scultura
in pittura, e di tutti i successi avvenuti sino al tempo
d’oggi; ora vengo alla descrizione dell’antecedente
disegno della città di Reggio in Lombardia, posta
nella via Emilia, sotto il dominio della Casa Estense,
descritta e delineata nell’essere come al presente
si trova, quale i suoi muri circondano pertiche n. 942
b. a 4, essendo nell’elevazione del polo 44 e
m:34, e nella sua longitudine gradi 32 m:30, stando
soggetta al segno del toro, nel quale si comprendono
tutte le strade, isole, torri, cupole, recinto di muraglia
e baluardi con l’ngresso e regresso del canale:
e nel quale numericamente ho notato tutte le chiese,
monasteri, edifici publici, luoghi pii, piazze e porte.
B
Figura seconda:
Pianta della città di Reggio in Lombardia, con
un suo sistema che di si trova,con la descrizione e
conoscimento del Canale Grande, suo ingresso ed uscita,
sua divisione e ragiro entro d’esso, quanti mulini
e fielotogli fa lavorare.
Rappresentazione delle bocche e condotti nelle strade
che servono a prelevare l’ acqua dal canale. Descrizione
ed origini del Canale maestro della città di
Reggio in Lombardia, con la sua divisione in codesta
città, come appare dall’antecedente pianta.
Pianta della città di Reggio in Lombardia, posta
nella strada detta Emilia, sotto il dominio degli Estensi;
edificata dai nostri antecessori con grande giudizio,
e prudenza, fra i fiumi Enza e Secchia, lontani l’uno
dall’altro dalla città, per uno spazio
di otto miglia circa, esso è un piano per dove
passa, mostrando in questa pianta il canale grande,
che è l’anima di questa città, perché
senza il detto Canale non si potrebbe mantenere questo
popolo.
Il tal canale ha la sua origine dal fiume Secchia nella
giurisdizione di Castellarano, dove si divide l’acqua
del Secchia con i Modenesi per metà, e la parte
dei reggiani viane imboccata dal comune di Castellarano,
che cosi sono obbligati per pubblici instromenti a tutte
le spese, e fatiche e mantenerle sino in terra ferma,
donandoli però la citta 75 ducati, quel acqua
si di divide sopra l’imboccatura di Sassuolo.
E la nostra parte ugualmente divisa se viene giù
per il Secchia per uno spazio di cinque miglia avanti
arriva alla nostra imboccatura di terra ferma sempre
per lo stesso fiume, conservandosi per la ghiara, ed
sempre scappandone per le divise che fanno per tenerlache
non scorri dalla parte di Sassuolo, dalla quale sempre
ne corre……scorrendo poi da Sassuolo sino
al monte Armone, dove passa da Castellarano e poi imboccain
terra ferma, come cosi sono obbligati, e come appare
nello Statuto vecchio, obbligandosi il commissario di
Castellarano porre l’acqua del Secchia nel Canale
della nostra città, quale imbocca se viene verso
la città, scorrendo da Scandiano in spazio di
otto miglia passando sotto, e sopra all’infrascritti
fiumi, il primo si chiama il Rio del Viaza, che viene
da San Valentino, e poi dal monte Armone, sotto il quale
passa il cosiddetto Canale che poi si divide in due
canali.
E cosi divisi scorrono paralleli per uno spazio di un
miglio, sino che arrivino al molino di villa Longa.
Si trova poi il rio del Marchi, sotto il quale parimente
passa il Canale, poi arriva quello del Bozzoli, quello
del Bajoni, quello del Riazone, e l’ultimo quello
di Ponzino, passando sempre sotto a sotto a ciascuno
di loro, mantenendo la città tutte le fabbriche
con gran presa, e i due fiumi da monti circonvicini,
e si immergono poi in parte in Secchia, in parte nel
tresinaro.
Arriva poi il Canale al Tresinaro, e vi si caccia poi
in una botte meravigliosa, unendosi poi le acque del
Tresinaro con quelle del Canale, che è gia passato
sotto al fiume al Chiavichone, che la città mantiene
in quello di Scandiano, e uniti vengono poi anche per
lo Stato di Scandiano sino ai confini di Reggio nella
villa di Sabbione, dove anche si dividono in due canali.
E pio ritorna in uno, passando per il molino di Scandiano,
e va poi scorrendo per la villa di Fogliano, passando
sopra il fiume di Bozarola, e dopo sotto il fiume di
Squinzano, arrivando ai borghi di Porta Castello.
Passa poi il Canale per i borghi, sinchè entra
nella città, dove appena entrato si divide successivamente
in quattro Canali, i quali si direzionano in ogni parte
della città, dopo avere macinato molini, lavorato
filatogli ed altri edifici, e lavata la città,
come si vede nella pianta precedente, descrivendo ogni
cosa qui a dietro, ne uscisse poi da due parti,…….
Con l’entrata del nostro Canale grande in città
numericamente si mostra la sua divisione, col dividersi
in quattro Canali, mostrando il giro di ciascuno, col
quale scorrono per la città conoscendosi e vedendosi
tutte le strade per le quali camminano, si mostra ancora
tutte chiaviche nel canale ed gli altri canali, con
le quali vengono lavorati filatogli, macinato molini,
e si mostrano tutte le bocche che si trovano nelle strade,
dalle quali i canali le acque piovane conoscendosi benissimo
ancora il beneficio, che ne ricevono tutte le case della
città per l’espurgazione di tutte le dugare,
e condotti per le acque dei canali, mostrandosi finalmente
con i numeri delle piazze, le strade maggiori, l’ingresso
del canale e condotti, porte e baluardi della città,
consistendo tutte le sue forze maggiori sotto la protezione
e tutela della Beata Vergine miracolosa della Ghiara,
di San Prospero vescovo di questa….
C
Figura terza: Disegno e prospetto del canale Grande,
e
maesto come è stato descritto nella pianta della
città, con la veduta della sua imboccatura in
Secchia, da che luogo si parte, dove passa, come scorre,
la sua divisione ed unione sotto e sopra a quali fiumi
transita, da quali luoghi discendono nei paesaggi….
D
Figura quarta:
Pianta e disegno di tutte le acque dello
Stato del ducato di Reggio con ogni loro descrizione,
e conoscimento di tutti i fiumi, rivoli, scoli, fosse,
cavetti, cavi e canali, mostrandosi di ciascuno la origine,
il suo corso, il suo corso e la sua fine, vedendo ponti
di legno o pietra, argini, luoghi, ville, molini, acquedotti,
paesaggi e conoscendo gli utili e danni che producono.
E
Figura quinta: Pianta e disegno della diocesi del vescovato
di Reggio con la sua descrizione e conoscimento di tutte
le chiese tanto di città, e dei castelli come
delle foranee, con tutti i loro nomi dei villaggi e
dei luoghi dove sono erette,e con i nomi dei suoi Santi
titolari. Descrizione
del disegno geografico proposto dalla diocesi con suoi
noti confini del vescovato di Reggio. Furono
ne i primi, e passanti tempi dai Longobardi posti i
confini della diocesi di Reggio, e poi questi schiacciati
da Carlo Magno, che superò esaudendo l’ultimo
desiderio del re precedente che aveva introdotto Francesi
in Italia, stabili sotto Appolinare vescovo dei confini
di essa. E per altre vicissitudini di guerre civili,
fu costituita come al presente si vede e si comprende
nel disegno proposto sopra, quale ascende a mezzo giorno
sino alle alpi, dalla origine dell’Enza e dalla
origine del fiume dragone, e discendendo sempre a dietro
al fiume Enza per sino al castello di Ciano per poi
allargarsi sino al fiume Secchia, che nel suo alveo
riceve il fiume Dragone, con la tenuta dello Stato di
Sassuolo dalla parte del levante a questo. Discendendo
poi sino all’Emilia, o romana da castello di Ciano
lasciando il fiume Enza che tiene il suo confine dalla
parte di ponente persino alla chiesa di Cella, col allargarsi
fino al Secchia, dividendosi in Reggiano e Modenese..
Col discendere della strada a settentrione per tutto
il corso del Crostolo a ponente con le descritte chiese
nel di sopra, fuori nel di sotto dello Stato di Guastalla
arriva sino al fiume Po’, oltrepassando questo
da questa parte solamente con la chiesa di Cizzuolo,
con l’estensione sempre al fiume Secchia sino
al di dell’ingresso del Po’, fuori dallo
Stato Carpigiano, ed una piccola parte della diocesi
di Modena, allargandosi poi dalla parte di levante per
tutto lo Stato di Mirandola e Concordia.
In questo disegno geografico della diocesi di Reggio
vi sono descritte, e poste a suo luogo tutte le chiese
con le città sotto ciascuna cera l’assoluto
dominio del vescovo di Reggio; avendoli posti in questo
disegno a lato destro una fascia numerizata con l’interno
del medemo numero, col quale sono nate tutte le chiese,
città, castelli per rendere più comodo
e felice il ritrovare di ciascuna di queste appendendo
a questa fascia l’impresa del vescovo di Reggio……
F
Figura sesta: Disegno di tutto lo Stato, e
ducato di Reggio, e Modena, col principato di Correggio,
e Carpi e col dominio della Graffaniana ragione della
serenissima Casa estense, col stato di Novellara,di
ruolo, con i suoi fiumi principali..
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