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Uno studio molto
interessante di Aurelia Fresta, pubblicato su Reggio Storia nr. 88, ci
mostra come la porta di S. Croce, sia stata un nodo altrettanto importante
quanto porta Castello, poiché qui escono i canali, dopo aver svolto
le funzioni molteplici di cui siè parlato nella nostra ricerca.
La studiosa, facendo riferimento allo storico A. Balletti, ricorda che
proprio da lì iniziò la costruzione delle mura, con la relativa
porta, i cui lavori iniziarono nel 1199, sotto il governo del podestà
bolognese G. Lambertini. La porta si presenta simile a quella di porta
Castello, è una torre rettangolare di m 15,60 sulla fronte, di
m 9,90 sul fianco. Lo spessore dei muri è di un metro e mezzo,
due aditi larghi m 4,20 consentono l’ingresso in città. Anche
questa ha una copertura a tetto sporgente appoggiato sui merli, in direzione
della campagna, aperta verso la città. La porta si presentava in
origine come una struttura difensiva. Anche qui è l’intervento
e la tagliata voluto dal duca d’Este per costruire i bastioni che
modifica tutta l’area all’interno e all’esterno della
porta che viene chiusa nel 1552 a causa del terrapieno del bastione. Sarà
riaperta al passaggio pedonale nel 1564. Le mappe Banzoli, Sadeler (particolare),
ci descrivono questo angolo della città e come il canale sottopassasse
le mura attraverso la “veza” o botte. Le foto d’epoca
ci mostrano come il restauro della porta del 1859 ne abbia profondamente
cambiato l’aspetto. Ai lati si vedono le gabelle del dazio delle
quali solo una rimane ancora oggi ed è oggetto di restauro, come
del resto tutta la via Roma di cui è stato rifatto l’ arredo
urbano e il lastricato.
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