le vecchie mura di Reggio

Abbiamo visto negli antichi racconti come siano sorte le mura più antiche intorno alla città; la cerchia muraria di Reggio subisce però una grande trasformazione quando il duca d'Este decide di adattarla alle nuove esigenze difensive costruendo i bastioni che modificano profondamente anche tutta la parte della città ad esse vicina: la “tagliata” attorno alle mura che devono avere uno spazio vuoto di seicento metri, comporta vari abbattimenti di edifici nella parte esterna, mentre la fossa esterna obbliga a costruire ponti canale per mantenere l'ingresso del canale in città a porta Castello. Abbiamo descritto nella nostra ricerca su queste porte come esse siano addirittura state chiuse a causa dei bastioni, determinando uno spostamento dell'ingresso in città. Due secoli prima i Gonzaga hanno costruito anche la cittadella palazzo, che ha funzione politico-amministrativa, ed è collocata entro il perimetro difensivo principale. Essa però sembra concepita per il controllo della città, piuttosto che per la difesa dagli attacchi esterni. La cittadella infatti comporta anche la deviazione di uno dei canali al suo interno per fungere soprattutto da scolo per le acque piovane, ma poiché questo sembra rendere meno sicura la cittadella, verrà poi chiuso poiché si preferisce l'acqua stagnante al rischio che, evidentemente, si pensa venga dall'interno, non dall'esterno. Nell'ottocento il Comune di Reggio, contrariamente a quello che altre città fanno, decide l' abbattimento delle mure che hanno perso la loro utilità ed anche il loro significato simbolico amministrativo. All'atterramento delle mure è collegato un atteggiamento psicologico di rigetto del passato ed apertura ai nuovi tempi; se oggi è restato delle antiche mura solo il breve tratto di cui abbiamo parlato, esse però hanno lasciato un segno indelebile determinando le nuove edificazioni che in molti casi si dispongono lungo le vie d'accesso, mentre le espansioni avvengono a ridosso del vecchio perimetro e si propagano in fuori a macchia d'olio, così la circonvallazione interna ricorda l'antico confine tra città e campagna. Probabilmente, come qualche studioso suggerisce, all'abbattimento si è dato anche il significato democratico del superamento della separatezza tra città e campagna. E' certo comunque che oggi noi non ripeteremmo quella scelta che ha azzerato tanto della storia di Reggio e le ha sottratto quello che in altre città è diventato un luogo storico, ma anche di svago, il cammino delle mura. Il segno dell' inversione di tendenza è anche il fatto che oggi si cerchi di salvare il salvabile restaurando le gabelle o facendo interventi di restauro conservativo come quello del “casone”.

le mura tra porta Castello e porta Bernone

le mura tra porta S.Stefano e porta S.Cosma

le mura tra S.Agostino e e porta Bernone
i resti delle mura dopo l'abbattimento

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