il Chronicon Regiense
Sulle sorti dei codici contenenti il Chronicon scrive E.Rombaldi in Reggio storia 90, facendo riferimento a ciò che dice A.Cerlini in“Le Gesta Lombardiae” nel 1939 quando il codice Crispi è considerato perduto. Ora il ritrovato codice Crispi del Chronicon Regiense, migrato da Reggio in Inghilterra, è stato donato dalla fondazione Giulia Maramotti alla biblioteca di Reggio Emilia che ne ha anche promosso l’edizione diplomatica, la critica del testo e la traduzione affidandola rispettivamente a Laura Artioli, Corrado Corradini e Clementina Santi.
Corradini dunque ricorda come autori della cronica Sagacino Levalossi e Pietro della Gazata, la cui lastra tombale appare sulla sinistra. Sagacino fu padre dell’abate Albertino secondo di fra Nicolò, priore del convento di S.Prospero e di altri figli; visse 85 anni; morto nel 1357, sarebbe nato nel 1272. La professione di notaio lo portò ad interessarsi delle vicende dei suoi tempi, caso non unico tra i notai di allora.
Il Chronicon attesta, sotto il 1303: ”Hic incepit do Sachacinus de Levalosis scribere gesta Lombardiae”, portandole fino al 1353, aprile, in cui, perduta la vista, ne interruppe scrittura. Cosi Pietro: ”Et ipso mense deficit vivus domino Sachacino proavo meo qui ab hinc retro scripsit gesta, ita quod aplius scribere non videbat et nihil amplius scripsit”. Poiché il Chronicon inizia nel 800 e termina nel 1355, la prima parte (800-1302) e ultima parte (1353-1355) furono opera di Pietro, che nel 1353 scriveva: ”io ho cominciato a scrivere da adesso in poi le cose che seguono….. per quanto ho potuto ho scritto tutte le cose in manira ordinata in modo che si raggiunga il risultato della verità…... cose che abbiamo udite da altri”. Secondo il Corradini, egli avrebbe rimaneggiato il testo di Sagacino: ”Pietro, dal 1353 aggiorna proseguendolo il Chornicon e nel contempo lo amplia e lo integra con tutta la parte iniziale”. Pietro interina nel testo del 1311 con riferimento al 1368. Quando alla prima parte, ricordato l’anno 800 (incoronazione di Carlo Magno), con un salto di tre secoli Pietro inizia col 1101 (morte di Bonifacio di Canossa-data errata) e più sostanzialmente col regno di Federico secondo di Svevia. L’ultima parte del Chronicon, dal 1353 in poi, ci e giunta solo per gli anni 1353-1355. Pietro nato verso la metà del 1336, a 12 anni entrò come novizio nell’ordine benedettino, dall’aprile 1363 al 1414, anno della morte, fu abate del monastero di S.Prospero . La sua vita è stata narrata da Aldo Cerlini in Le gesta Lombardiae, 1939. L’opera di cui si vede il frontespizio di L.A. Muratori contiene il Cronichon Regiense.
 
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