PACE DI DIO E PACE PUBBLICA

A partire dal passaggio al secondo millennio, prima le autorità ecclesiastiche, poi quelle civili si dimostrarono sempre più sensibili riguardo alle infrazioni del diritto e della pace. Per cercare di arginare la diffusa criminalità, frenare le ingiustizie di coloro che portavano le armi nei confronti dei deboli e ridurre complessivamente le faide e le guerre, i vescovi francesi, e quelli dell'impero tedesco, a partire dalla seconda metà del XI secolo, presero l'iniziativa e, d'accordo con i principi secolari, stabilirono delle paci particolari valide per una o più diocesi, cioè in un determinato territorio; esse dovevano essere rafforzate dai potenti mediante giuramento e valere per determinati tempi anche al di fuori delle domeniche e dei giorni festivi. Così nel 1083, la pace di Dio di Colonia proibì la guerra in certi periodi e protesse le persone dall'omicidio e dall'incendio, dal furto e dall'aggressione. Erano previste sanzioni secondo le diverse classi sociali: l'espulsione per i nobili, pene di morte corporali e morte per i servi.

"I Pellegrini di Emmaus" ~ Lelio Orsi

Nel 1123 queste esigenze furono fatte proprie dal concilio Lateranense I ed estese a tutta la cristianità romana. Chi voleva visitare "la soglia degli apostoli" a Roma doveva poter godere della particolare protezione della Chiesa. Chi sequestrava o derubava un pellegrino era scomunicato; con la stessa punizione la Chiesa minacciava coloro che imponevano nuovi dazi e nuove tasse ai mercanti. In una società cristianamente modellata la scomunica equivaleva a un’esclusione dalla comunità umana; chi non voleva mettere in pericolo la salvezza della propria anima doveva interrompere ogni tipo di rapporto con uno scomunicato; la Chiesa ammetteva solo poche eccezioni. Le decisioni del 1123 mostrarono quanto i pellegrinaggi e il loro buon esito fossero nel cuore dei padri conciliari e della Chiesa. Nel 1139 , il concilio lateranense secondo, allargò la cerchia dei perennemente protetti, i monaci, i pellegrini, i commercianti, i contadini, compresi i loro animali, ed estese i tempi di assoluta tregua delle armi: dalla sera del mercoledì al mattino del lunedì, nel tempo di Avvento, e di Natale, nonché nel tempo di Quaresima e di Pasqua. Agli " incendiari " e ai loro protettori, cioè ai nobili che nonostante questo divieto facevano guerra veniva minacciata ancora una volta la scomunica. In questo caso non ci si accontentò di semplici esortazioni e vaghi auspici, ma si previde che i colpevoli dovessero passare un intero anno a Gerusalemme o in Spagna a fare penitenza al servizio di Dio, cioè partecipare a una crociata o alla riconquista della Spagna. Nel dodicesimo secolo, il potere secolare si impadronì del diritto della pace di dio. Re , principi, e città cercarono di imporre nei loro rispettivi territori il potere assoluto e promulgarono a tale scopo le "paci pubbliche" chiedendo ai potenti di impegnarsi con giuramento ad osservarle. La pace venne estesa oltre alle chiese e ai cimiteri, anche ai campi arati, ai mulini, agli insediamenti rurali, nonché a tutte le vie terrestri e fluviali. Si tornò quindi a proteggere globalmente in particolare i gruppi di persone che non potevano difendersi da sole. A chi si comportava male ed era benestante non veniva più concesso di sottrarsi alla punizione dietro pagamento di una somma di denaro. Per l’intera comunità sottoposta alla pace doveva valere lo stesso diritto si appianavano così le differenze tra i differenti ceti di persone si dovevano punire con la morte senza alcun riguardo per la punizione sociale del trasgressore, rapine ed omicidi, sequestri e violenze contro le donne. La punizione doveva essere eseguita in modo da spaventare i malintenzionati, eventualmente mediante l’uso di ruote un genere di morte considerato disonorevole e, d’altra parte , estremamente doloroso e di lunga durata.

indietro

presentazione