LE PIEVI
A partire dagli ultimi secoli del primo millennio compaiono le pievi primitive che si riconducono alle organizzazioni rurali delle precedenti stagioni insiedative. Nella realtà storica troviamo strutture demiche legate al territorio, cioè di tipo stanziale come il vicus e il pagus. Si tratta di due forme associative sopravvissute nel periodo romano, ma già presenti in età ligure. Il pago era una circoscrizione territoriale con assetto federativo, il vico era unentità territoriale con un certo grado di autonomia amministrativa. Nel periodo barbarico e longobardo si trasformano in castra e plebes. Nel periodo franco-carolingio in ogni distretto sopraccitato compaiono le cappelle destinate ad assumere poi il ruolo di chiesa parrocchiale allinterno del piccolo castello fortilizio. Listituto plebano prende il posto allora dellantico distretto anche per funzioni civili. Vale come esempio che presso la pieve viene introdotta la facoltà di congregare i chierici e di presiedere le riunioni capitolari, di istituire scuole e di educare fanciulli e di esazione delle decime.
Prime testimonianze documentali delle pievi alto-medioevali
1. Anno 824, dicembre. Una Notitia recordationis, redatta a Reggio, relativa ad una controversia tra gli abitanti di Flexo (Pegognaga) e l'abati di Nonantola per lo sfruttamento di selve e paludi, riporta un precetto di Liutprando (714-744) in favore degli abitanti della pleve Sancti Laurenti de Flexo.
2. Anno 912. Viene nominata la pieve di S.Stefano di Vicolongo (Castrum in plebe S.Stephani in vicolongo).
3. Anno 942. I re Ugo e Lotario confermano alla chiesa di Reggio beni e diritti fra cui, genericamente, cortes, plebes, abbatias.
4. Anno 945. Viene nominata la plebs S.Mariaem sita in Castro Olariano.
5. Anno 963. L'imperatore Ottone I conferma ai canonici della chiesa di Reggio vari beni tra cui la plebs Nuvelare (Novellara).
6. Anno 964. L'imperatore Ottone I conferma alla chiesa reggiana le seguenti pievi (in alcuni casi con corti e castelli):
* Curtem Nove cum plebe (ai confini del Mantovano);
* Curtem de S.Stefano cum plebe (Vicolongo, vicino a San Possidonio);
* Castellum Faurige cum plebe (Fabbrico);
* Plebem de Luzzara;
* Plebem de Vardestalla (Guastalla)
* Plebem de Pigognaga ( il cui antecedente storico va individuato nella longobardica pieve di S.Lorenzo di Flexo);
* Plebem de Revere (nel Mantovano, già in diocesi reggiana);
* Plebem de Carpo (nel Modenese, già nel Reggiano);
* Plebem de Herberia (Rubiera);
* Curtem de Campo Rotondo cum plebe (Fosdonodo di Correggio);
* Plebem de Baneo cum curte (Bagno);
* Cortem de S.Salvatore (Salvaterra);
* Plebem de S.Elocadio (S.Valentino);
* Plebem de Castro Olariano cum curte (Castellarano);
* Plebem de Toano;
* Plebem S.Vitali de Verubulo (corruzione di Verabulo) sul monte S.Vitale di Carpineti, già monte Leto di liviana memoria. All'interno della rocca di Carpineti sorgeva la chiesa castrense di S.Andrea, sede di prepositura con funzioni plebane ma senza sudditanza di cappelle figliane;
* Cortem de Melocio cum plebe (Villa Minozzo);
* Plebem de Bismanto (poi de Campiliola da quando venne trasferita dal vertice del monte alla base dello stesso): Castelnovo Monti;
* Plebem de Lizulo (Paullo di Casina);
* Plebem de Pulianello (Puianello)
* Plebem de Bibiano;
* Plebem de Caviliano (Caviano di S.Polo);
* Cortem de Albinea cum plebe;
*Pleme de Modolena (Pieve Modolena) soggetto al monastero femminile di S.Tommaso di Reggio. Il cenobio si trovava nell'area cittadina ora occupata dai ex-Tribunali, dai Magazzini Standa e dai palazzi contigui, fra le vie Roma, Emilia, Abbadessa e piazza Scapinelli.
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