La Chiesa: la sua diffusione sul territorio, le sue caratteristiche. La Chiesa come elemento di aggregazione.

Duomo di S.Donnino, Fidenza (PR)

Se da un lato la Chiesa fu caratterizzata per tutto il Medio Evo da dispute teologiche, da corruzione e simonia e soprattutto da ambizioni di potere temporale, dall’altro fin dal III secolo d. C. cercò un rinnovamento spirituale che risale alla diffusione del movimento monastico in Egitto. In Oriente una certa parte della Chiesa proclamò l’intento di cercare il rapporto diretto con Dio, troncando ogni legame con la società e gli esponenti di questa fede scelsero di dedicarsi alla meditazione e alla contemplazione, abbandonando i propri beni e ritirandosi addirittura, come Sant’Antonio, nel deserto.

Videro così la loro diffusione i dendriti, gli stiliti, i reclusi e i cenobiti dando vita ad una forma di pratica religiosa che ebbe un successo travolgente (in Egitto nel V secolo c’erano forse più di diecimila monaci, alcuni dei quali così virtuosi che furono incontrati da pellegrini che intraprendevano lunghissimi viaggi per incontrarli).

In Italia la Chiesa compì la sua svolta di fede decisiva dalla metà del V secolo e specialmente nel VI secolo con la figura di S. Benedetto da Norcia, deciso a risanare la città papale in piena decadenza morale.

La Chiesa si pose così al servizio della società come strumento di comunicazione tra il mondo materiale e quello spirituale proclamando che la preghiera è per la salvezza dell’anima nella famosa Regola Benedettina "Ora et Labora" con cui oltre il contatto diretto con Dio si cercò quello con il sociale.

Professando un ideale di vita egualitaria la Chiesa divenne isola di cultura diffondendo l’istruzione, raccogliendo testi, ricopiandoli e decorandoli fino a creare vere e proprie biblioteche. E’ doveroso ricordare l’abbazia di Montecassino, di S. Vincenzo al Volturno e di Cava de’ Tirreni i cui testi rifornirono per secoli le biblioteche di tutta Europa.

Fu, di fatto, però il Papa Gregorio I Magno (590-604) che rinnovò la Chiesa a tal punto da renderla una vera forza di potere nella gestione politica dei territori del Mediterraneo, divenendo sempre più l’unica rappresentante temporale e spirituale della cristianità nei confronti dei Franchi, che ormai stavano entrando in campo, e degli Arabi.

Nell’VIII secolo ecco che la Chiesa, a tutti gli effetti, si trasformò in uno stato secolare, una monarchia autonoma che eserciterà il suo potere temporale e spirituale.

Con l’affermazione imperiale di Carlo si ebbe anche la vittoria politica del papato: il papato governerà in modo sancito definitivamente l’Italia Centrale ed influenzerà la corte imperiale con i suoi rappresentanti che ricoprivano importanti cariche nella amministrazione dell’Impero (Carlo Magno diventò Imperatore del Sacro Romano Impero la notte di Natale dell’800 con l’incoronazione da parte di Papa Leone III)

Fra l’VIII e il IX secolo la Chiesa iniziò la riorganizzazione dei propri territori creando strutture assai simili alle villae imperiali, cercando altresì di migliorare, con le rendite, il sistema assistenziale a favore della popolazione locale e dei pellegrini che sempre più si dirigevano a Roma sulle tombe di Pietro e dei martiri o in luoghi di famose abbazie.

In sintesi la Chiesa gettò le basi per rendere le sue pratiche religiose elementi fondamentali della cultura comune delle popolazioni europee consolidando il suo dominio assoluto sulla vita quotidiana dei singoli e della collettività, così che rimane la caratteristica più saliente del Medio Evo Occidentale. In seguito nonostante la lotta per le investiture (periodo che si conclude con il Concordato di Worms nel 1122, tra il Papa Callisto II e l’Imperatore Enrico) la chiesa mantenne la sua autorevolezza e il suo potere temporale per tutto il Medio Evo, consolidando forse anche mire egemoniche che sfociarono nelle Crociate e nella diffusione della Riconquista dei luoghi Santi di Gerusalemme.

Contemporaneamente, dopo l’anno 1000, iniziò un rinnovamento rurale generale che estese la superficie coltivabile e di conseguenza abitabile facendo nascere nuove parrocchie, dilatando le città e rompendo i recinti dell’Italia del Nord, delle Fiandre, delle Contrade del Rodano e dell’Aquitania, mentre si elevò il livello morale e religioso del clero, almeno di un certo clero per cui nelle diocesi i vescovi sembrarono coscienti del loro dovere.

Pian piano la Chiesa si mostrò anche luogo di aggregazione favorendo relazioni costanti fra i focolari di spiritualità, diffusione culturale, istruzione a diversi livelli, ospitalità, spinte economiche, ma sempre e dovunque una devozione tale da rendere ancora attuale il senso del suo progetto medievale che si concretizzò nel pellegrinaggio nei luoghi di maggior culto che vanno da Santiago di Compostela, a Roma, a Gerusalemme senza, tuttavia, trascurare le innumerevoli e famose chiese sorte lungo le strade o meglio "le vie dei pellegrini".

LE PIEVI

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