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Le stelle

L’opera senz’altro più importante nell’astrofisica di Padre Angelo Secchi è la classificazione delle stelle secondo il tipo spettrale. Iniziò studiando le stelle doppie e le nebulose.

Rispetto alle precedenti classificazioni di Struve, le sue osservazioni lo portarono a dividere le stelle doppie in due categorie: le prime sono costituite da due o tre o quattro componenti stellari che ruotano intorno al comune baricentro secondo le leggi di Keplero; le seconde che sono doppie per effetto di prospettiva, perché allineate all’occhio dell’osservatore, ma distinte l’una dall’altra e senza influenza reciproca.

Delle nebulose studiò la forma, lo spettro ed eseguì vari disegni, in particolare della nebulosa di Andromeda. Dedusse così che molte, tra esse, non sono gruppi di lontanissime stelle, come si credeva, ma ammassi di sostanza gassosa e rarissima. Quello che Mr. Huggins aveva scoperto per le nebulose planetarie, Padre Angelo Secchi scoperse per la nebulosa di Orione, per parecche nebulose del Sagittario e per più regioni della Via Lattea.
Rivolgendo il suo prisma al fenomeno delle cosiddette stelle variabili o temporanee, ne dimostrò le accensioni improvvise ed effetto di vera combustione.
A partire dal 1861 e fino al 1868, munitosi di perfezionati spettroscopi applicati al riflettore dell’Osservatorio Vaticano, iniziò a raccogliere e studiare oltre 4000 spettri di stelle.

Constatò che ogni spettro differiva dagli altri, di conseguenza ognuno caratterizzava tale stella, come ogni impronta digitale caratterizza un individuo. Malgrado la diversità di tutti questi spettri, indicanti per ogni stella costituenti chimici differenti, Padre Secchi ebbe l’intuizione di individuare alcune caratteristiche comuni e di enunciare poi la prima classificazione delle stelle basata sul tipo spettrale.

TIPO COLORE SPETTRO CARATTERISTICO ESEMPI DI STELLE NOTE
1 Bianco o azzurrognolo Spettro quasi continuo, solcato da 4 intense righe dell’idrogeno più altre righe di magnesio, sodio e ferro (giallo e verde) Sirio, Vega, Altair Assai numerose
2 Giallo Righe dell’idrogeno più sottili del tipo 1, presenti ferro e magnesio   Altrettanto numerose
3 Rosso o arancione Righe nere e lucide di metalli alternate a zone oscure più sfumate Sole, Arturo, Capra, Capella, Polluce Poco numerose
4 Rosso sangue o rubino Presenti le 3 righe larghe e continue del carbonio; assenti le righe dei metalli Betelgeuse, Antares, Mira Ceti Stelle di piccola grandezza e luminosità

Pare che egli successivamente avesse inserito anche un quinto tipo comprendente un numero molto limitato di stelle (ad esempio gamma Cassiopeiae) i cui spettri mostravano "righe lucide in emissione", ma questo non risulta certo.

Con questa classificazione Padre Secchi mise per primo in evidenza che il colore delle stelle è in relazione con le righe spettrali e che la temperatura influenza notevolmente tale spettro. Il valore di questa classificazione è notevole perché l’astronomia si era sempre limitata allo studio delle posizioni e dei moti. Con i cannocchiali si scoprivano sempre stelle nuove, con lo spettroscopio si inizia ad entrare nella costituzione chimica intima degli astri.




“Sarebbe però bene angusta veduta quella di voler modellare l’Universo tutto sul tipo del nostro piccolo globo, mentre il nostro stesso relativamente microscopico sistema ci presenta tante varietà: né è filosofico il pretendere che ogni astro debba essere abitato come il nostro, e che in ogni sistema la vita sia limitata ai satelliti oscuri.”
 

 
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