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sole: corona e protuberanze |
Padre
Angelo Secchi intuì che alla base di ogni
ricerca astronomica doveva esserci lo studio del
Sole. Nel 1851 osservò la sua prima eclissi
totale di Sole, ma non solo visualmente, come
usavano fino allora gli altri astronomi, bensì
tentò una dagherrotipia, cioè una
fotografia su lastra metallica. Riuscì
inoltre a eseguire una misura diretta della radiazione
solare applicando al telescopio una pila termoelettrica
collegata con un galvanometro. Instaurò
quindi un programma di osservazioni solari allOsservatorio
del Collegio Romano, per risalire alla temperatura
ed alla costituzione del sole.
Tali ricerche lo condussero alla conclusione che
il calore è più intenso al centro
che non allorlo del disco, lequatore
più caldo che i poli e lemisfero
nord più che lemisfero sud.
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Le
sue osservazioni e i suoi studi riguardarono inoltre
la morfologia delle protuberanze solari, losservazione
e descrizione delle ombre volanti; studiò
la struttura della cromosfera che chiamò col
termine di prateria ardente e i filamenti
gassosi che emergevano e si muovevano dal bordo del
Sole e che furono da lui chiamati spicule,
termine che fu poi adottato ufficialmente dallUnione
Astronomica.
Fino a Padre Angelo Secchi si era attribuita scarsa
importanza a due fenomeni visibili durante le eclissi
totali di Sole: la corona e le protuberanze. Molti addirittura,
ritenevano che esse non appartenessero fisicamente al
Sole ma derivassero da fenomeni atmosferici.
Padre Secchi cominciò ad occuparsene in occasione
dell'eclisse del 1851, applicando, tra i primi la neonata
tecnica fotografica. Durante l'eclisse totale si videro
tre protuberanze, e poichè esse vennero osservate
anche da Airy, direttore dell'Osservatorio di Greenwich,
si ebbe una prima prova della loro realtà fisica.
Durante leclissi totale del 18 luglio 1860 in
Spagna, unico tra tutti, riuscì a ritrarre la
fotografia della corona in quanto fotografò direttamente
limmagine solare nel piano focale dellobbiettivo
senzaltro ingrandimento alloculare. Questo
procedimento fu poi adottato da tutti.
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A sinistra la fotografia
della corona solare durante l'eclisse del 7 Agosto
1869 ottenuta dalla spedizione
del college di Harvard a Shelbyville, nel Kentucky.
Questa è una delle migliori immagini della
corona
ottenute fino a quel tempo, ma è sovraesposta
nelle zone inferiori delle protuberanze.
A destra: le protuberanze della stessa eclisse,
mostrate in un dipinto pubblicato da Angelo Secchi
nel 1875 |
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In occasione
dell'eclisse totale nelle Indie del 1868, Janssen
trovò, mettendo la fenditura dello spettroscopio
tangente al lembo solare, un sistema per osservare
le protuberanze anche fuori eclisse. Lo stesso
metodo venne trovato indipendentemente anche da
altri e ben presto lo utilizzò anche Padre
Secchi. Da allora, la sorveglianza delle protuberanze
divenne regolare come quella delle macchie.
Osservò inoltre le macchie solari, ipotizzando
che fossero zone fredde della fotosfera.
Quotidianamente osservò e notò il
numero, il movimento e l'aspetto delle macchie,
ne disegnò le più interessanti stando
al cannocchiale. Quando Janssen nel 1861 trovò
nello spettroscopio un mezzo per osservare le
protuberanze del Sole anche senza un'eclisse,
padre Secchi si mise subito su questa nuova via
e ben presto trovò la connessione fra le
protuberanze e le macchie solari. |
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Alcuni disegni di protuberanze
osservate da Padre Secchi l'1 luglio 1871. |
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I
suoi magnifici disegni delle immense fiamme rosse d'idrogeno,
che prorompono dalla superficie solare in forme fantastiche
e sempre cangianti, sono diventati classici nella letteratura
astronomica.
Dimostrò che il periodo di rotazione del Sole
è di 25 giorni.
Dallanalisi
spettrale del Sole concluse che latmosfera
solare è composta di vapori di elementi tra cui
domina lidrogeno ed altri elementi noti sulla
Terra. Queste scoperte erano il frutto di un programma
di osservazioni solari che instaurò nellOsservatorio
del Collegio Romano e che espose nel libro Le
Soleil del 1875. |
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