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Storia dell’Osservatorio Vaticano e di Castel Gandolfo


L’Osservatorio Vaticano nelle sue radici storiche e nelle sue tradizioni è uno degli istituti astronomici più vecchi del mondo. Infatti, le prime origini dell’osservatorio possono essere tracciate dalla richiesta del papa Gregorio XIII verso i matematici e astronomi gesuiti del Collegio Romano di mettere a punto una base scientifica richiesta per la riforma del calendario che avvenne nel 1582. Da quel momento e con una certa continuità il Papato ha manifestato interesse ed ha offerto un supporto per le ricerche astronomiche.
 

Queste vecchie tradizioni dell’Osservatorio raggiunsero il loro apice nel secolo scorso con le ricerche fatte al Collegio Romano dal famoso Gesuita, Padre Angelo Secchi, il primo a classificare le stelle secondo il loro spettro. Con queste ricche tradizioni come fondamento e allo scopo di contrastare le accuse mosse da lungo tempo alla chiesa di ostilità contro la scienza, nel 1891 Papa Leone XIII formalmente fondò l’Osservatorio Vaticano, meglio conosciuto col nome di Specola Vaticana, situato sopra un pendio dietro la Basilica di San Pietro. Molti ordini religiosi contribuirono con personale e direttori all’Osservatorio. Questi includevano Barnabiti, Oratoriani, Augustiniani e Gesuiti. Per poco più di quattro decadi le ricerche astronomiche e il più importante programma internazionale per mappare tutto il cielo furono portati all’ombra di San Pietro ma divenne presto ovvio che la crescita urbana della ‘città eterna’ stava illuminando il cielo, così non fu possibile ancora per molto studiare le stelle. Per questo Papa Pio XI provvide a una nuova locazione per l’osservatorio nella sua Residenza estiva a Castel Gandolfo nei colli Albani a 35 Km Sud-Est di Roma. E’ qui che il moderno osservatorio, affidato ai Gesuiti , fu fondato negli anni ‘30 con la costruzione di tre nuovi telescopi, l’installazione di un laboratorio di astrofisica per analisi spettrochimiche e l’inizio di molti importanti programmi di ricerca su stelle variabili.


  Con l’installazione di uno Schmidt (telescopio a grande angolo) nel 1957, la ricerca fu estesa ad altri argomenti come le nuove tecniche per la classificazione delle stelle secondo il loro spettro. Questo è ancora un programma attivo all’Osservatorio e richiama il pionieristico lavoro di Angelo Secchi.
A causa del continuo aumento della popolazione di Roma, i cieli sopra l’Osservatorio ancora una volta divennero troppo luminosi. Per questa ragione nel 1981, per la prima volta nella sua storia, l’Osservatorio fondò un secondo centro di ricerca, the Vatican Observatory Research Group (VORG), in Tucson, Arizona negli Stati Uniti, uno dei più moderni e più grandi centri di ricerca astronomica al mondo.



L’Osservatorio astronomico di Roma Collegio Romano , sulla Chiesa di Sant’ Ignazio
in due stampe d’epoca


Da opuscolo intitolato “l’Astronomia in Roma nel pontificato di Pio IX” 1877:
“Se vi è studio capace di sollevare la mente dell’uomo al suo Creatore,
questo è certamente la scienza degli astri; i cieli narrano la gloria del Signore.
Quindi non è meraviglia che molte persone dedite al culto divino
si siano occupate di astronomia con grande impegno e profitto.
 
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