|
|
| La
luna e i crateri lunari |
Quando
gli astronauti, nella loro orbita attorno
alla Luna, descrissero il territorio accidentato
e pieno di crateri, usarono i nomi già
attribuiti dai gesuiti: infatti trentacinque
crateri erano intitolati a gesuiti in loro
onore. Alcuni di questi erano larghi abbastanza
da poter essere visti dalla terra a occhio
nudo. A quel tempo, oltre ai nomi dei gesuiti,
furono usati per alcuni gruppi di crateri
sigle come Cysat a, b, c, d.
|
|
 |
|
|
|
Padre
Secchi scoprì sulla Luna un cratere
di 3,2 km di diametro in una catena montuosa
tra il Mare della Tranquillità e
il Mare della Fecondità, che fu poi
chiamato Cratere Secchi.
|
|
| |
| SELENOGRAFI
|
Allentrata
dellesposizione Smithsonians
Moon si trova una grande copia di
uno dei primi selenografi (1651). Questa
mappa è stata presa dal libro dei
gesuiti
Almagestum novum e fu disegnata
dagli astronomi gesuiti Riccioli e Grimaldi
e su di essa sta scritto: Non ci sono
abitanti sulla Luna e le anime non si trasferiscono
là. Questa è la migliore
mappa selenografica mai conosciuta prima
ed usata per più di trecento anni
dagli studenti per la nomenclatura lunare.
Nel 1922 fu fondata lInternational
Astronomical Union (IAU), la quale eliminò
i conflitti e codificò tutti gli
oggetti lunari: trentacinque dei quaranta
nomi di gesuiti sopravvissero nel catalogo
della National Air e Space Museum (NASM)
che cataloga con identificazioni milleseicento
punti della superficie lunare.
|
|
 |
|
|
|
|
|