introduzione all'astrofisica
Il sistema solare
Il sole: corona e protuberanze
Mercurio e Venere
Luna e crateri lunari
Marte e canali oscuri
Urano, Nettuno, Saturno
le comete
le stelle
Padre Angelo Secchi: la figura
  gli avvenimenti 1818-1878
  i Gesuiti e le scienze
  Home page
Padre Angelo Secchi: la vita

Il 29 Giugno 1818 nasce a Reggio Emilia in una modestissima casa di Via Porta Brennone, dove il padre Antonio vive con la famiglia e tiene la sua bottega di falegnameria, Angelo Secchi, cui la vivacissima intelligenza consentirà di percorrere, malgrado le umili origini una straordinaria carriera coronata da importantissimi riconoscimenti da parte degli ambienti scientifici internazionali.

Le accademie più importanti, infatti, lo annovereranno tra i propri soci. Citiamo la Royal Society di Londra, l'Accademia delle scienze di Parigi, Bruxelles, Berlino, S. Pietroburgo, Madrid, Philadelphia.

Nel 1867, parteciperà al Expo internazionale di Parigi: in quella occasione verrà insignito dallo stesso Napoleone III dalle Legioni d'Onore e riceve una medaglia d'oro per il suo Meteorografo. Le sue opere, oggi, sono conservate nella biblioteca di Castel Gandolfo fra i testi antichi insieme a quelle di Copernico, Galileo, Newton, Keplero, Brahe, Clavius, a riconoscimento del grandissimo apporto da lui dato nel campo dell'Astrofisica.

 
Se è questo il settore nel quale A. Secchi realizza i risultati più eclatanti, il suo campo di ricerca scientifica passa però attraverso altri settori qui la geodetica, la meteorologia, l'astronomia, per approdare infine all'astrofisica.

Il giovane Angelo Secchi si forma nell'ambito della scuola dei Gesuiti il cui ordine era stato ristabilito da Papa Pio VII nel 1814 pochi anni prima della sua nascita. Sarà grande merito degli insegnanti dell'istituto e dell'interessamento della madre quella di aver saputo riconoscere nel giovane dal carattere ribelle e spigoloso, poco disposto a subire la sistematicità della scuola, quelle doti intellettuali grazie alle quali sarà ammesso a percorrere tutto il corso degli studi nelle scuole gesuitiche.

Dopo Reggio, dove le scuole dei gesuiti avevano sede a Palazzo S. Giorgio, frequenterà il ginnasio a Bologna per essere poi mandato a Roma nel Collegio Romano che era il più importante centro di studi della Compagnia di Gesù e sede della Casa Generalizia dell'ordine. Forse per questa ragione Angelo Secchi, diventato Padre Angelo quando nel 1847 prende i voti, lega la sua vita e la sua carriera alle sorti dell'ordine del quale segue le alterne vicende nel difficile periodo della storia italiana che va dal 1848 agli anni 1870.

Quando infatti, con la nascita della Repubblica Romana di Mazzini, l'Ordine dei gesuiti è costretto all'esilio, Angelo Secchi segue i suoi confratelli e si trasferisce a Stonyhurst, in Inghilterra, e quindi, alla fine di Ottobre dello stesso anno, a Georgetown, presso Washington, dove insegna all'università e lavora all'osservatorio astronomico diretto da Padre Curley. Secchi rientra in Italia nel 1849 e riceve l'incarico di direttore dell'osservatorio del Collegio Romano, posizione precedentemente assunta da Clavius e Boscovich.
 
Casa natale di P.A. Secchi: da fotografia della metà del secolo scorso
Angelo Secchi velocemente completa il progetto per costruire un nuovo osservatorio su uno dei pilastri di sostegno della chiesa di S. Ignazio, la cui poderosa struttura era stata prevista per sostenere una cupola di 80 metri d'altezza mai realizzata. Il nuovo osservatorio viene inaugurato nel 1852 e vede fra i suoi strumenti un cannocchiale Cauchoix dotato di un obiettivo di 16 centimetri e un rifrattore Merz di 24 centimetri di copertura.

Nel suo osservatorio lo studioso compie ricerche di grandissima importanza sul Sole del quale, nel 1860, fotografa l'eclissi rivelando le grandi potenzialità del nuovo strumento fotografico. In quello stesso 1852 avviene la riscoperta della cometa di Biela della quale ritrova due frammenti. Osservando che la chioma di questa cometa lasciava trasparire una stella di magnitudine 10, ricava la teoria della scarsa densità di questi corpi celesti e li definisce "un niente visibile".

Procedono, intanto, anche gli studi sulle stelle la cui composizione viene analizzata tramite lo spettroscopio. Angelo Secchi ne classifica oltre 4000 e la sua classificazione resta usata per molti anni. Anche i pianeti sono oggetto dei suoi studi, specialmente Giove, del quale individua la forma gassosa, e Saturno, del quale studia gli anelli. Secchi osserva le linee scure che collegano i due emisferi di Marte e li chiama canali come se fossero opera artificiale di esseri viventi. Questi studi saranno poi ripresi da Schiaparelli.

Secchi non trascura la Luna della quale lascia disegni e fotografie. Per questi contributi gli viene dedicato un cratere situato tra il Mare della Tranquillità e quello della Fertilità. Nel 1862 comincia ad uscire il Bollettino Meteorologico dell'istituto, nel '64 l'opera intitolata “ L'Unità delle Forze Fisiche “.


 


Sono però questi gli anni in cui nasce il Regno d'Italia e se profilano i difficili rapporti con lo Stato della Chiesa acuiti dalla Questione Romana. 20 Settembre 1870, la conquista di Roma coinvolge anche lo scienziato; il Collegio Romano subisce gli effetti della Legge sulle Corporazioni Religiose ma il nuovo governo, riconoscendo la grandezza dello studioso, regolarizza la sua posizione con un decreto speciale e lo lascia al suo posto nell'osservatorio attribuendogli il ruolo di curatore. Solo dopo la sua morte l'osservatorio del Collegio Romano sarà definitivamente incamerato dal governo italiano. Il ministro Quintino Sella gli chiede anzi di spendere il suo prestigio per farsi mediatore nel difficile rapporto tra Stato e Chiesa, ma Angelo Secchi non accetterà questa funzione preferendo dedicare tutto il suo impegno all'unica passione della sua vita, la ricerca.

Nel 1870, Padre Angelo Secchi torna per l'ultima volta nella sua città natale, dove può vedere una grande novità, il teatro sorto in luogo della cittadella. Gli anni che seguono sono ancora caratterizzati da un intenso lavoro. Il 22 Dicembre 1870 lo Stato italiano finanzia una spedizione scientifica in Sicilia per osservare un'eclissi totale di Sole. Della spedizione fanno parte Angelo Secchi, Gaetano Cacciatore e Tacchini. In quell'occasione nasce l'idea di coordinare le ricerche di spettroscopia solare tra i vari osservatori italiani. Secchi, Tacchini e Lorenzoni possono così avviare un primo programma di osservazione contemporanea del bordo solare tra Padova, Roma e Palermo.

Da quest'esperienza nascerà la Società degli Spettroscopisti Italiani che oltre all'attività di ricerca scientifica produrrà il primo giornale d'astrofisica. Nel 1872 è a Parigi dove partecipa alla Commissione Internazionale per la revisione del metro. Trascorre gli ultimi anni della sua vita nell'osservatorio al quale, dal 1873, lo Stato Italiano ha riconosciuto un contributo ufficiale.

Nel 1874 Secchi guida la prima spedizione astronomica nazionale all'estero per osservare il transito di Venere sul disco del Sole da Muddapur in India. Nel 1877 diventa presidente del Consiglio Superiore di Meteorologia del nuovo Regno d'Italia. Muore il 26 Febbraio 1878 poco dopo la morte di Vittorio Emanuele II e Pio IX.



   
Della sua figura di scienziato restano innumerevoli testimonianze nelle opere, negli scritti, negli strumenti messi a punto per effettuare le sue ricerche; della sua modernità di uomo, profondamente coerente alla propria formazione religiosa ma anche altrettanto profondamente scienziato, resta un'interessante testimonianza offerta dal Dr. Christopher J. Corbally, direttore dell'Osservatorio Vaticano dell'Università dell'Arizona a Tucson, il quale, in occasione di un convegno di scienziati
 
manocsritto di P.A. Secchi
interessati alle forme di vita extraterrestri, stende una relazione sul dibattito filosofico-scientifico riguardante l'unicità del mondo o la pluralità dei mondi ed include in questo dibattito Angelo Secchi riportandone uno scritto, come esempio di capacità di superare i timori che scienza e fede entrino in contrasto.

Secchi scrive nel 1856: "È con sentimento dolce che l'uomo pensa a questi mondi senza numero dove ogni stella è un sole che, come un ministro della ricchezza divina, distribuisce la vita e la bontà agli altri innumerevoli esseri benedetti dalle mani dell'onnipotente".

Secchi ammette - aggiunge Corbally - che questi mondi possono non essere accessibili al suo telescopio ma, per analogia con la Terra ed il sistema solare, è probabile che l'universo sia un meraviglioso organismo pieno di vita. Corbally commenta: " Se anche alla scienza di Secchi mancavano le prove, essa ha alimentato il suo senso della meraviglia illimitata dell'universo. Questo aperto entusiasmo per la pluralità era notevole in un uomo così vicino al solitamente prudente Vaticano, ma farà vibrare una corda in quelli di noi che ammirano le miriadi di stelle in una notte buia ".

Le principali opere :
Quadro Fisico del Sistema Solare, 1859
L'Unità delle Forze Fisiche: Trattato di Filosofia Naturale, 1864
Le Soleil, Parigi, 1875
Le Stelle: Saggio di Astronomia Siderale, Milano, 1877


medaglia commemorativa nel centenario della morte di P.A. Secchi


Prospetto dell'Istituto A.Secchi di Reggio Emilia (Biblioteca Comunale)
da "Progetto di monumento a P. Secchi" dei primi del secolo scorso, mai eseguito
 
Introduzione all'Astrofisica | Il Sistema Solare | Il sole: corona e protuberanze | Mercurio e Venere | Luna e Crateri Lunari | Marte e canali oscuri
Giove, Urano, Nettuno, Saturno | Le comete | Stelle | I gesuiti e le scienze | Padre Angelo Secchi: la figura | 1818-78:gli avvenimenti | Home