|
|
| Padre
Angelo Secchi: la vita |
Il
29 Giugno 1818 nasce a Reggio Emilia in
una modestissima casa di Via Porta Brennone,
dove il padre Antonio vive con la famiglia
e tiene la sua bottega di falegnameria,
Angelo Secchi, cui la vivacissima intelligenza
consentirà di percorrere, malgrado
le umili origini una straordinaria carriera
coronata da importantissimi riconoscimenti
da parte degli ambienti scientifici internazionali.
Le accademie più importanti, infatti,
lo annovereranno tra i propri soci. Citiamo
la Royal Society di Londra, l'Accademia
delle scienze di Parigi, Bruxelles, Berlino,
S. Pietroburgo, Madrid, Philadelphia.
Nel 1867, parteciperà al Expo internazionale
di Parigi: in quella occasione verrà
insignito dallo stesso Napoleone III dalle
Legioni d'Onore e riceve una medaglia d'oro
per il suo Meteorografo. Le sue opere, oggi,
sono conservate nella biblioteca di Castel
Gandolfo fra i testi antichi insieme a quelle
di Copernico, Galileo, Newton, Keplero,
Brahe, Clavius, a riconoscimento del grandissimo
apporto da lui dato nel campo dell'Astrofisica.
|
|
 |
|
| Se
è questo il settore nel quale A. Secchi
realizza i risultati più eclatanti, il
suo campo di ricerca scientifica passa però
attraverso altri settori qui la geodetica, la
meteorologia, l'astronomia, per approdare infine
all'astrofisica. |
Il
giovane Angelo Secchi si forma nell'ambito
della scuola dei Gesuiti il cui ordine era
stato ristabilito da Papa Pio VII nel 1814
pochi anni prima della sua nascita. Sarà
grande merito degli insegnanti dell'istituto
e dell'interessamento della madre quella
di aver saputo riconoscere nel giovane dal
carattere ribelle e spigoloso, poco disposto
a subire la sistematicità della scuola,
quelle doti intellettuali grazie alle quali
sarà ammesso a percorrere tutto il
corso degli studi nelle scuole gesuitiche.
Dopo Reggio, dove le scuole dei gesuiti
avevano sede a Palazzo S. Giorgio, frequenterà
il ginnasio a Bologna per essere poi mandato
a Roma nel Collegio Romano che era il più
importante centro di studi della Compagnia
di Gesù e sede della Casa Generalizia
dell'ordine. Forse per questa ragione Angelo
Secchi, diventato Padre Angelo quando nel
1847 prende i voti, lega la sua vita e la
sua carriera alle sorti dell'ordine del
quale segue le alterne vicende nel difficile
periodo della storia italiana che va dal
1848 agli anni 1870.
Quando infatti, con la nascita della Repubblica
Romana di Mazzini, l'Ordine dei gesuiti
è costretto all'esilio, Angelo Secchi
segue i suoi confratelli e si trasferisce
a Stonyhurst, in Inghilterra, e quindi,
alla fine di Ottobre dello stesso anno,
a Georgetown, presso Washington, dove insegna
all'università e lavora all'osservatorio
astronomico diretto da Padre Curley. Secchi
rientra in Italia nel 1849 e riceve l'incarico
di direttore dell'osservatorio del Collegio
Romano, posizione precedentemente assunta
da Clavius e Boscovich. |
|

Casa natale di P.A.
Secchi: da fotografia della metà
del secolo scorso |
|
Angelo
Secchi velocemente completa il progetto per costruire
un nuovo osservatorio su uno dei pilastri di sostegno
della chiesa di S. Ignazio, la cui poderosa struttura
era stata prevista per sostenere una cupola di
80 metri d'altezza mai realizzata. Il nuovo osservatorio
viene inaugurato nel 1852 e vede fra i suoi strumenti
un cannocchiale Cauchoix dotato di un obiettivo
di 16 centimetri e un rifrattore Merz di 24 centimetri
di copertura.
Nel suo osservatorio lo studioso compie ricerche
di grandissima importanza sul Sole
del quale, nel 1860, fotografa l'eclissi rivelando
le grandi potenzialità del nuovo strumento
fotografico. In quello stesso 1852 avviene la
riscoperta della cometa di Biela della quale ritrova
due frammenti. Osservando che la chioma di questa
cometa lasciava trasparire una stella di magnitudine
10, ricava la teoria della scarsa densità
di questi corpi celesti e li definisce "un
niente visibile".
Procedono, intanto, anche gli studi
sulle stelle la cui composizione viene analizzata
tramite lo spettroscopio. Angelo Secchi ne classifica
oltre 4000 e la sua classificazione resta usata
per molti anni. Anche i pianeti sono oggetto dei
suoi studi, specialmente Giove,
del quale individua la forma gassosa, e Saturno,
del quale studia gli anelli. Secchi osserva le
linee scure che collegano i due emisferi di Marte
e li chiama canali come se fossero opera artificiale
di esseri viventi. Questi studi saranno poi ripresi
da Schiaparelli.
Secchi non trascura la Luna
della quale lascia disegni e fotografie. Per questi
contributi gli viene dedicato un cratere situato
tra il Mare della Tranquillità e quello
della Fertilità. Nel 1862 comincia ad uscire
il Bollettino Meteorologico dell'istituto, nel
'64 l'opera intitolata L'Unità delle
Forze Fisiche . |
|
Sono
però questi gli anni in cui nasce
il Regno d'Italia e se profilano i difficili
rapporti con lo Stato della Chiesa acuiti
dalla Questione Romana. 20 Settembre 1870,
la conquista di Roma coinvolge anche lo
scienziato; il Collegio Romano subisce gli
effetti della Legge sulle Corporazioni Religiose
ma il nuovo governo, riconoscendo la grandezza
dello studioso, regolarizza la sua posizione
con un decreto speciale e lo lascia al suo
posto nell'osservatorio attribuendogli il
ruolo di curatore. Solo dopo la sua morte
l'osservatorio del Collegio Romano sarà
definitivamente incamerato dal governo italiano.
Il ministro Quintino Sella gli chiede anzi
di spendere il suo prestigio per farsi mediatore
nel difficile rapporto tra Stato e Chiesa,
ma Angelo Secchi non accetterà questa
funzione preferendo dedicare tutto il suo
impegno all'unica passione della sua vita,
la ricerca.
Nel 1870, Padre Angelo Secchi torna per
l'ultima volta nella sua città natale,
dove può vedere una grande novità,
il teatro sorto in luogo della cittadella.
Gli anni che seguono sono ancora caratterizzati
da un intenso lavoro. Il 22 Dicembre 1870
lo Stato italiano finanzia una spedizione
scientifica in Sicilia per osservare un'eclissi
totale di Sole. Della spedizione fanno parte
Angelo Secchi, Gaetano Cacciatore e Tacchini.
In quell'occasione nasce l'idea di coordinare
le ricerche di spettroscopia
solare tra i vari osservatori italiani.
Secchi, Tacchini e Lorenzoni possono così
avviare un primo programma di osservazione
contemporanea del bordo solare tra Padova,
Roma e Palermo.
Da quest'esperienza nascerà la Società
degli Spettroscopisti Italiani che oltre
all'attività di ricerca scientifica
produrrà il primo giornale d'astrofisica.
Nel 1872 è a Parigi dove partecipa
alla Commissione Internazionale per la revisione
del metro. Trascorre gli ultimi anni della
sua vita nell'osservatorio al quale, dal
1873, lo Stato Italiano ha riconosciuto
un contributo ufficiale.
Nel 1874 Secchi guida la prima spedizione
astronomica nazionale all'estero per osservare
il transito
di Venere sul disco del Sole da Muddapur
in India. Nel 1877 diventa presidente del
Consiglio Superiore di Meteorologia del
nuovo Regno d'Italia. Muore il 26 Febbraio
1878 poco dopo la morte di Vittorio Emanuele
II e Pio IX.
|
|
|
|
Della
sua figura di scienziato restano innumerevoli
testimonianze nelle opere, negli scritti,
negli strumenti messi a punto per effettuare
le sue ricerche; della sua modernità
di uomo, profondamente coerente alla propria
formazione religiosa ma anche altrettanto
profondamente scienziato, resta un'interessante
testimonianza offerta dal Dr. Christopher
J. Corbally, direttore dell'Osservatorio
Vaticano dell'Università dell'Arizona
a Tucson, il quale, in occasione di un convegno
di scienziati
|
|

manocsritto di P.A.
Secchi |
|
interessati
alle forme di vita extraterrestri, stende una
relazione sul dibattito filosofico-scientifico
riguardante l'unicità del mondo o la pluralità
dei mondi ed include in questo dibattito Angelo
Secchi riportandone uno scritto, come esempio
di capacità di superare i timori che scienza
e fede entrino in contrasto.
Secchi scrive nel 1856: "È con sentimento
dolce che l'uomo pensa a questi mondi senza numero
dove ogni stella è un sole che, come un
ministro della ricchezza divina, distribuisce
la vita e la bontà agli altri innumerevoli
esseri benedetti dalle mani dell'onnipotente".
Secchi ammette - aggiunge Corbally - che questi
mondi possono non essere accessibili al suo telescopio
ma, per analogia con la Terra ed il sistema solare,
è probabile che l'universo sia un meraviglioso
organismo pieno di vita. Corbally commenta: "
Se anche alla scienza di Secchi mancavano le prove,
essa ha alimentato il suo senso della meraviglia
illimitata dell'universo. Questo aperto entusiasmo
per la pluralità era notevole in un uomo
così vicino al solitamente prudente Vaticano,
ma farà vibrare una corda in quelli di
noi che ammirano le miriadi di stelle in una notte
buia ".
Le principali opere
:
Quadro Fisico del Sistema Solare, 1859
L'Unità delle Forze Fisiche: Trattato di
Filosofia Naturale, 1864
Le Soleil, Parigi, 1875
Le Stelle: Saggio di Astronomia Siderale, Milano,
1877 |
medaglia commemorativa
nel centenario della morte di P.A. Secchi |
Prospetto dell'Istituto
A.Secchi di Reggio Emilia (Biblioteca Comunale)
da "Progetto di monumento a P. Secchi"
dei primi del secolo scorso, mai eseguito |
|
|
|
|