|
|
| Giove,
Saturno, Nettuno e Urano |
Il
sistema planetario fu da P. A. Secchi tutto
percorso ed osservato, con quell'occhio
penetrante e acuto che dovunque fissasse
il suo sguardo, sempre qualcosa di nuovo
rilevava. Si può anzi asserire che
ogni nuova osservazione del Secchi portava
con sè una nuova scoperta.
P. Secchi fu il primo a notare in Saturno
la speciale particolarità che il
suo anello non è piano ma leggermente
convesso, nè rigorosamente circolare,
ma ellittico ed eccentrico al globo del
pianeta.
Oggetti difficili a studiarsi, e fino allora
da nessuno ancor studiati, sono le macchie
dei satelliti di Giove. Ora dalle ricerche
fatte su di esse P. Secchi dimostrò
che le lune di quel gran pianeta ruotano
attorno al proprio asse, ma non nel medesimo
tempo in cui compiono il loro giro intorno
al pianeta primario. Dunque non seguono
in questo l'andamento della nostra luna.
Dalle osservazioni spettroscopiche fatte
sopra i pianeti Giove e Saturno egli rilevò
nella parte meno rifrangibile dello spettro
zone speciali e righe di vapor acqueo.
Da questo egli deduce che nelle atmosfere
di questi pianeti devono esistere elementi
differenti dalla nostra fatto confermato
nel secolo successivo.
Neppure Nettuno
e Urano, quei
lontanissimi fra tutti i corpi del sistema
solare, sfuggirono al suo occhio indagatore.
In tante osservazioni, non trovò
mai in essi macchie, soltanto l'orlo di
Nettuno un pò affumicato e quasi
nebuloso. Il P. Secchi notò per primo
la disontinuità degli spettri di
quei due pianeti.
Nell'opera intitolata "Quadro fisico
del sistema solare" dimostra abbastanza
le accurate osservazioni su tutti i pianeti,
corredando con disegno quanto aveva descritto.
La fotografia celeste,
al tempo del P. Secchi, era ancora ai suoi
principii; pure egli fece molto anche in
questo campo e ritrasse le fotografie di
Giove e Saturno e di Venere,
con l'intendimento specifico d'indagare
le condizioni tecniche della fotografia
degli astri.
|
|
 |
Ma chi sa, che
cosa avrebbe mai fatto il nostro P. Secchi,
se dalla morte non fosse stato sì
presto rapito? Senza dubbio, molto, poichè
a tal proposito dice il P. Denza:
"La Scienza lo piange non tanto per
quello che ha fatto,
quanto per quello che avrebbe potuto fare
più a lungo vivendo"
|
|
|
|
|
|