REGGIO ROMANA

Reggio Emilia fu fondata dal console romano Marco Emilio Lepido, eletto tale per due volte (187 e 175 a.C.); si ipotizza che nell'anno del suo primo consolato abbia avviato la costruzione della Via Emilia e che nel secondo consolato abbia fondato Reggio.
Gli archeologi in passato pensavano che Reggio fosse un accampamento sorto sulla forma irregolare di un villaggio, ma fonti quali le parole dello scrittore Sesto Pompeo Festo ci svelano che invece Reggio nacque come forum, non come castrum, (quindi piazza, luogo amministrativo, centro di mercato e commerciale); infatti troviamo scritto: "….nella Gallia Cisalpina dove c'era il forum di Lepido che è chiamato Regium".


Nata come rompi-tratta tra Parma e Modena, sorge vicino al fiume Crostolo, fiume di una portata considerevole e quindi luogo di attività commerciale molto attivo; ma purtroppo nel 1229 questo fiume verrà deviato e adesso scorre più a Ovest.

A Reggio non sono stati trovati templi; attestate sono invece le tantissime fabbriche, che da una posizione inizialmente centrale vennero spostate ai margini dell'abitato, infatti l'economia era basata sul commercio di mattoni e ceramiche; ma le attività erano varie: c'erano allevamenti di maiali, capre e pecore, (e queste ultime erano le più famose di tutto il nord Italia…) mentre i suini venivano allevati fin dall'epoca degli Etruschi; inoltre si produceva vino rosso , e bravissimi artigiani facevano dei bellissimi mosaici.
Reggio quindi era una città ricca, con un commercio molto attivo ed espanso, e solo una piccolissima minoranza di persone era povera e senza lavoro.

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Reggio Emilia fu fondata dal console romano Marco Emilio Lepido, eletto tale per due volte (187 e 175 a.C.); si ipotizza che nell'anno del suo primo consolato abbia avviato la costruzione della Via Emilia e che nel secondo consolato abbia fondato Reggio.
Gli archeologi in passato pensavano che Reggio fosse un accampamento sorto sulla forma irregolare di un villaggio, ma fonti quali le parole dello scrittore Sesto Pompeo Festo ci svelano che invece Reggio nacque come forum, non come castrum, (quindi piazza, luogo amministrativo, centro di mercato e commerciale); infatti troviamo scritto: "….nella Gallia Cisalpina dove c'era il forum di Lepido che è chiamato Regium".
Nata come rompi-tratta tra Parma e Modena, sorge vicino al fiume Crostolo, fiume di una portata considerevole e quindi luogo di attività commerciale molto attivo; ma purtroppo nel 1229 questo fiume verrà deviato e adesso scorre più a Ovest.
La struttura di Reggio era anch'essa molto irregolare: al centro vi era una fabbrica di ceramiche, che venne poco dopo chiusa e sorse il forum; il forum era caratterizzato da un tempio (di cui ci sono ancora le fondazioni), e da una basilica, che fungeva da tribunale civile, lastricata in marmo; due grosse strade principali si incrociavano al centro della città: il Cardo e il Decumano, che sono le attuali Via Roma e Via Emilia; intorno alla piazza pubblica sorgevano i quartieri "VIP", le case (domus) erano a uno o massimo due piani, mentre il condominio (insula) era una struttura ben poco utilizzata; inoltre il troppo caldo d'estate e il troppo freddo d'inverno, penalizzavano l'utilizzo di grandi spazi aperti, e quindi anche le case avevano giardini molto piccoli che lasciavano spazio alle stanze della casa e soprattutto alla sala da pranzo nella quale si passava il maggior tempo della giornata.
A Reggio non sono stati trovati templi; attestate sono invece le tantissime fabbriche, che da una posizione inizialmente centrale vennero spostate ai margini dell'abitato, infatti l'economia era basata sul commercio di mattoni e ceramiche; ma le attività erano varie: c'erano allevamenti di maiali, capre e pecore, (e queste ultime erano le più famose di tutto il nord Italia…) mentre i suini venivano allevati fin dall'epoca degli Etruschi; inoltre si produceva vino rosso , e bravissimi artigiani facevano dei bellissimi mosaici.
Reggio quindi era una città ricca, con un commercio molto attivo ed espanso, e solo una piccolissima minoranza di persone era povera e senza lavoro.